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Da secoli nella comunità
di Tuili, il secondo lunedì dopo Pasqua si
festeggia Sant’Antioco. Fede testimoniata
fin dal XVIII secolo, quando, Antioco Partis,
forse in seguito ad una grazia ricevuta, donò alla
chiesa di Tuili un simulacro del santo medico mauritano.
Esiliato dalla sua terra natale per volere
dell’imperatore Adriano, arrivò in Sardegna,
precisamente nell’isola che oggi prende il suo nome,
dove continuò la lotta contro il Paganesimo.
Sia nel nostro paese
che a Sant’Antioco vi è l’usanza, in occasione
dei festeggiamenti del santo, di offrire ai fedeli del
pane che viene donato da coloro che hanno ricevuto una
grazia dal martire. Quello che si prepara nel paese
sulcitano è un tipo di pane azzimo, della stessa qualità
era probabilmente quello che si faceva a Tuili fino al
1930, data in cui si ritiene sia stata inserita l’uva
passa come ingrediente per confezionare questo tipo di
pane. Fu sempre in seguito ad una grazia ricevuta, che
una donna del paese di Tuili decise di ringraziare il
Santo rendendo ancora più ricco e saporito il pane che
veniva offerto in suo onore.
Diverse sono le persone che ancora oggi a testimonianza
della loro devozione offrono “Su Pai cun Pabassa”.
L’aggiunta di ingredienti quali lo zafferano e la buccia
dell’arancio, dà al pane un colore rosso, da qui la sua
denominazione di “Pai Arrubiu”.
La produzione di questo particolare tipo di pane, in
tale occasione, è tipica del paese del Medio Campidano.
Nel 2006 si è pensato di unire alla devozione, la
tradizione, o meglio la sua valorizzazione dando vita
alla sagra de “Su Pai Arrubiu”.
Occasione che permette di valorizzare non solo
quest’aspetto, ma anche il ricco patrimonio storico,
artistico e naturalistico appartenente al territorio di
Tuili.
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