IL PAESE IL MONTEGRANATICO
Tuili Montegranatico

I monti granatici iniziarono l’attività per opera del vescovo Miguel Beltram con lo scopo di accumulare il grano acquistato dopo la mietitura per darlo poi a modico prezzo ai poveri contadini, che, avendo consumato la provvista specie negli anni di scarso raccolto, non potavano più procurarsi quello necessario alla semina.

Tale  istituzione benefica fu resa obbligatoria in ogni parrocchia della diocesi dagli atti del Sinodo che fu tenuto ad Ales dal vescovo Francesco Masones y Nin il primo maggio del 1696 e ne fu pubblicato un minuzioso regolamento per la sua gestione. Il vescovo Diego Cutgia (1684-91) ebbe la soddisfazione di vedere estesa a tutte le parrocchie della diocesi tale pia istituzione, che veniva amministrata dalla chiesa tramite un’aggiunta.

Il primo monte granitico a sorgere fu quello di Gonnosnò nel 1678, quello di Guspini nel 1686, mentre quello di Tuili sorse solo nel 1775 dove un locale avuto in locazione fu adibito a magazzino per la raccolta del grano. Nel 1777, abbandonato il vecchio magazzino, si edificò per opera del retore Mura ( 1777-1818) l’attuale monte, che funzionò fino a metà del XX secolo.

Con l’unità d’Italia nel 1870 i monti granatici passarono sotto la proprietà e l’amministrazione dello Stato tramite i comuni, e allora perdettero il loro significato originario e divennero campo di interessi privati fino a che cessarono del tutto di funzionare. Gli edifici furono abbandonati, alcuni venduti, altri acquistati dal Banco di Sardegna, ristrutturati e , come quello di Tuili, adibiti a uffici filiali della banca. Il monte granitico di Tuili, chiamato ancora oggi così presenta la struttura di un vasto magazzino e la facciata principale è ancora sormontata dal campanile a vela proprio di certe chiese con la campana dell’epoca.

 

Da:  Appunti Per un viaggio a Tuili, Locci Edmondo