Consta di un unico
corpo di fabbrica su due piani fuori terra, con in
cima un’altana.
Accessibile su tre lati, presenta i
prospetti
scanditi da cornici orizzontali e
lesene,
costituite da blocchi squadrati a vista di
arenarie
e
vulcaniti,
litologie utilizzate anche per la realizzazione
delle murature. Nei prospetti lunghi le lesene
ripartiscono l’edificio in tre settori ciascuno
coperto da un tetto a due falde. Il prospetto sud
rivolto al piccolo giardino all’italiana, ed il
prospetto ovest sulla via San Pietro, presentano al
primo piano bucature ornate da
timpani
curvilinei e triangolari con modanature di buona
fattura. In tutti i prospetti gli ingressi e le
finestre sono ornati da cornici lapidee. La parte
dell’altana completamente ricostruita, come si può
notare dal differente tipo di muratura ha una
copertura a padiglione con struttura lignea portante
costituita da
capriate.
Nel
1971,
con Decreto Ministeriale l’edificio venne sottoposto
alle disposizioni di tutela contenute nella Legge n.
1089 del
1939.
La Villa, in quel periodo in forte stato di degrado,
apparteneva alla famiglia Pitzalis. Nel
1982
l’immobile fu acquisito dal Comune di Tuili, che ne
iniziò l’operazione di recupero.
