| LA GIARA | LE ORCHIDEE |
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Nel regno vegetale
esiste una famiglia botanica particolarmente interessante e curiosa,
quella delle Orchidacee. I botanici, tuttora non sono riusciti ad
identificare un numero definito di specie poichè continuamente ne
vengono scoperte delle nuove; alcune stime parlano di 30.000 specie
suddivise in 800 generi, numeri che dal punto di vista sistematico
rendono questa famiglia la più numerosa del regno vegetale. La
maggior parte di queste popola le aree tropicali e subtropicali,
circa 400 sono quelle presenti in Europa e nella regione
mediterranea, di queste oltre 160 sono reperibili in Italia. In
Sardegna alcuni botanici ipotizzano che siano presenti poco più di
60 specie ripartite in 14 generi. Le orchidee appartengono alle
Angiosperme Monocotiledoni, ordine Orchidales; sono piante erbacee
perenni con foglie intere e nervature parallele, il fusto nei generi
europei è eretto e semplice. L'infiorescenza può essere riunita in
spiga o racemo; il fiore è zigomorfo ( può essere diviso in parti
simmetriche da un solo piano di simmetria ) pentaciclo, il perianzio
è costituito da 2 verticilli ciascuno dei quali porta 3 tepali. I 3
esterni non si differenziano molto tre di essi; fra quelli interni,
il verticillo centrale chiamato labello è quasi sempre molto
differente dagli altri per forma e colore, spesso è prolungato alla
base e forma il cosi detto sperone. Esclusi alcuni generi, nella
maggior parte dei casi, il fiore è resupinato (ossia a causa di una
torsione dell'ovario e del peduncolo, il labello, che normalmente si
trova in posizione superiore, si trova in posizione inferiore nel
fiore). Androceo e gineceo sono fusi in una struttura detta
ginostemio, che talvolta si prolunga in un rostro; secondo una
teoria evoluzionistica molto accreditata, il fiore delle orchidacee
deriverebbe dal fiore delle liliacee e più precisamente, il labello
si sarebbe evoluto a partire da un tepalo interno altamente
specializzato nella sua funzione attrattiva verso gli insetti. Tale
teoria verrebbe rafforzata dal fatto che in alcuni esemplari si è
osservata una forma di evoluzione inversa, nei quali il labello è
ritornato ad essere un tepalo interno. |
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