| LA STORIA DI TUILI |
LA GIARA E SU PADRU |
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Con leggi del 1863 e 1865, gli ademprivi, ossia la facoltà di godere, per lo più gratuitamente, di pascoli, boschi e stoppie, di seminare, di sfruttare corsi d’acqua e simili, vennero aboliti: le classi più disagiate si videro private del diritto di servirsi gratuitamente delle terre pubbliche per il pascolo e per la legna. A Tuili l‘effetto dell’abolizione è immediato: nel 1864 viene divisa la Giara. Qui i diritti di ademprivio venivano esercitati -da tempi memorabili- sui terreni della giara e del Pardu. La documentazione del periodo dell’abolizione degli ademprivi ci presenta l’altopiano della giara quasi spoglio di vegetazione, in parte coltivato, su cui veniva esercitato il pascolo brado e il legnatico. Il pardu, appezzamento di terreno vicino all’abitato, veniva utilizzato per il pascolo del bestiame domito e per le operazioni di trebbiatura e ventilatura dei cereali. Con provvedimenti legislativi vennero cancellati i diritti di uso comune dei terreni. Con provvedimenti legislativi verranno cancellati i diritti di uso comune dei terreni. Il Comune di Tuili, già dal 1853, con atti consolari del 2 febbraio e del 5 maggio stabilisce “l’ uso da farsi dei terreni comunali di Tuili e sulle loro tasse”. Emana un apposito regolamento in cui sono stabiliti modalità e tariffe da assoggettare il bestiame che pascola sulla giara e sul diritto di legnare: ogni proprietario dovrà d’ora in avanti fare denuncie al Sindaco del bestiame da introdurre nei pascoli comuni e l’autorizzazione è subordinata al pagamento di apposita tassa, rapportata alla qualità del bestiame; anche il diritto di raccogliere legna è subordinato a una imposta. Una diversa destinazione dei terreni comunali della giara e di padru risale al 1856 e, a leggere gli atti, si può definire “tentata vendita”. Il presupposto è l’istanza che diversi cittadini rivolgono al sindaco: la supplica è finalizzata ad attuare la divisione dei beni comunali “in modo che siano contenti tutti gli esponenti e l’intero comune, mediante equo riparto ed in uguali porzioni, non che un corrispettivo annuo da corrispondere annualmente, oltre al diritto prediale annesso alla proprietà”. I richiedenti sono 170 e di questi solo 13 sono in grado di firmare, tutti gli altri sottoscrivono col segno croce ( c’è anche una croce uncinato). Il 27 luglio 1856 si riunisce il consiglio Comunale per discutere la proposta. CONTINUA>>> |
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