LA STORIA DI TUILI

LA GIARA E SU PADRU

 

Rilevato che nessun inconveniente si avrebbe dalla divisione “potendo ciascuno pascolare comodamente nel suo ed in terreni d’affitto il proprio bestiame”, “ che anzi grande utilità risulterebbe dalla stessa divisione all’agricoltura, poiché si verrebbe con ciò ad evitare gli inconvenienti del comunismo e del bestiame errante e si promuoverebbe l’aumento della classe di proprietari, nella quale è riposto il fondamento dell’ordine e dell’educazione”, “ che il così detto pardu mannu collocato in attiguità al paese , offre eccellente terreno per l’agricoltura , e che la giara quantunque piccola parte contenga di terreno adatto all’agricoltura, somministra però la convenienza di allevarvi varie piante di legna da fuoco, di cui attualmente difetta il paese”, “che con si fatta divisione, nel tempo stesso che si soddisfa al comune desiderio, e si provvede alla comune utilità del paese, ne vantaggia pure l’erario comunale per l’offerta dell’annuo canone fatto dagli stessi postulanti col di cui prodotto si potrebbero intraprendere delle pubbliche opere di cui è molto sentito il bisogno”, con 9 voti favorevoli e 3 contrari il consiglio delibera la divisione della giara e di pardu mannu, in tante quote o porzioni, quanti sono gli individui ammessi dal consiglio comunale.       

Sempre nello stesso, il Consiglio adotta apposito Regolamento, in base al quale ciascun individuo ammesso alla divisione avrà una parte della Giara e una parte del padru. I periti dovranno fare in modo che “una porzione scadente in valore della Giara venga ricompensata da una migliore del Padru Mannu e viceversa”.

 

Da "TUILI" di Carlo Cera Vol. 2