| LA STORIA DI TUILI |
RACCONTO DI BANDITISMO |
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Un racconto di banditismo sardo a Tuili
Tuili, 1847 “Furto in casa Moy”
Gli anni di tutto il 1800 furono segnati nell’isola dal diffuso e feroce banditismo, che i vicerè di Sardegna e tutta la giustizia cercarono a stento di frenare. Anche il piccolo borgo di Tuili non ne fu risparmiato. Ecco che cosa successe in quella notte dell’8 marzo 1847 alle ore 21.30. Il furto, chiamato dal nostro narratore “grassazione”, avvenne nella casa baronale dell’avocato Luigi Moy. Lo zio dell’avocato è amministratore dei beni della marchesa di Neoneli e contessa di Tuili, donne Anna Maria Cadello, che in quel momento si trovava a San Sperate, informa la nobil donna con una lettera, qui sotto riportata.
Ill.ma Signora Marchesa, Alle 9.30 di avantieri, durante la notte, è stato grassato mio nipote avvocato Moy da una squadriglia di venti o venticinque uomini armati. La faccenda è andata nel modo che vado a riferire alla V.S. Ill.ma. L’avvocato Moy era solito intrattenersi alcune ore della notte in conversazione nelle case di parenti o amici,e in quella sera si recò dall’avocato Farina, dopo aver lasciato l’ordine ad uno dei suoi domestici di venire alle ore nove con il lampione a casa di questi e infatti, dopo alcuni minuti, ne usciva con il domestico per rientrare a casa. Giunto presso il portone, vi trovò molta gente armata che egli prese per la compagnia barracellare; credendoli tali, tenne per alcuni momenti un colloquio con quella gente dicendo: -Buona notte- e i briganti risposero: -Buona notte, signor dottore.- Soggiunse egli: -Siete i barracelli? E siete tutti qui?- -No non ci siamo tutti- risposero quelli-però verranno tra breve anche gli altri- -E bene, finché gli altri arrivano, venite dentro che vi do da bere- continuava a dire l’avvocato. -Si, si- replicarono quelli uomini assemblati- veniamo subito.CONTINUA>>> |
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