|
Cabras
Antonio, figlio di Priamo e di Vincenza Arrius Lugas, nacque a Tuili
il 17 gennaio 1890. La sua infanzia fu abbastanza triste, poiché in
tenera età, perdette il padre in un tragico incidente. La mamma,
sebbene in condizioni finanziarie modeste, affrontò tanti sacrifici
per poterlo avviare agli studi.
Studiò medicina a Cagliari, ottenne la laurea il 12 dicembre del
1920 ed esercitò la professione come medico condotto a Tuili dal
1921 fino alla sua pensione nel 1960.
Dopo la pensione acquisto una casa a Cagliari, ove si stabilì per un
breve tempo, poiché morì a Cagliari nell’ospedale civile nel 1965.
Piccolo di statura e tozzo di
corporatura, era animato da intelligenza e volontà tenace e attività
indomabile in campo politico, in ricerche storiche (possedeva una
biblioteca di grande valore che
regalò alla Regione Sarda) e in raccolte di reperti archeologici,
rintracciati nelle nostre campagne e che poi donò al museo
archeologico di Cagliari. Durante il periodo
fascista (1922-1944) ricoprì diversi incarichi in campo sociale e
politico, fu consigliere comunale, segretario politico del partito e
partecipò attivamente alla vita civile
del comune. Fu il primo presidente dell’asilo di Tuili che
amministrò con entusiasmo e umanità, tanto che ospitò nella propria
casa le suore fino alla costruzione del
nuovo asilo. Scrisse diversi saggi sulle sue ricerche storiche
e professionali:
• L’echinicocosi in Sardegna, Cagliari 1930
• Materiale archeologico donato alla CEL di Cagliari, 1950
• Il monastero e la chiesa di S. Chiara, Cagliari 1949
• La famiglia Cabras, Ed. Siena 1949 e Cagliari 1963
Nel suo libro “La famiglia Cabras” elenca le famiglie di tutta la
Sardegna che portano il cognome “ Cabra o Cabras” alla ricerca di
una nobiltà di origine o di merito
della propria casta, soffermandosi sui personaggi più eminenti con
tale nome.
Nel 1925 infatti il dottor Cabras di Tuili ideò la costruzione di
una villa ad onore della casata e che terminò nel 1942 con
l’edificazione della torre su cui spicca lo
stemma in pietra con la “capra”; per tale scopo egli spese – fu lui
a scriverlo- quasi ogni risparmio di tutta la sua vita. Alla sua
morte nell’ospedale di Cagliari, non
lasciando eredi diretti perché celibe, lasciava la casa “Cabras”
all’amico Pitzalis Francesco, e la casa acquistata in Cagliari ai
frati mercedari, che lo avevano assistito.
Nel cimitero di Tuili riposano le sue spoglie dentro la cappella di
famiglia.
Da: Appunti per un viaggio a Tuili. - E. Locci - , Ancora gennaio
1978 |