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Guglielmo
Pitzalis nacque a Tuili nel 1896 da Antonio e Margherita Serra. Si
diplomò a Cagliari presso l’Istituto Tecnico in fisica e matematica,
partecipò giovanissimo alla guerra del 1915-18 col grado di tenente
nel reggimento della Marina, guadagnando sul campo una medaglia
d’argento, una di bronzo e tre croci di guerra al valore militare.
Conquistato completamente dall’amor patrio e dall’ideale militare,
partecipò con Gabriele D’Annunzio alla riconquista delle “Terre
irredente” di Pola e Fiume e in altri campi di battaglia contro
l’Austria.
Dopo la guerra, ritornato a Tuili, si dedicò con rara competenza
alla conduzione della sua azienda agricola vincendo per due volte il
premio nazionale per la “Battaglia del grano”. Si distinse inoltre
per essere tra i primi nella selezione del bestiame ovino e per le
innovazioni tecniche culturali e per questi meriti venne fatto
“cavaliere della corona d’Italia”.
Conquistato dall’ideologia fascista di Benito Mussolini, che nel
1922 marciò su Roma con i suoi avanguardisti e ottenne dal re
l’incarico di formare un nuovo governo; Guglielmo Pitzalis divenne
in Tuili il capo del fascio e con il dottor Antonio Cabras ne guidò
il partito. Il suo carattere e le sue convinzioni senza incrinature
lo portarono, come avveniva in tutta Italia durante quel periodo di
intolleranza politica, a scontri e denunce anche contro il parroco
Camillo Pilloni, che era il sostenitore del partito popolare di don
Luigi Sturzo. Si tentò di farlo destituire e di cacciarlo da Tuili
“seduto su un asinello”.
Il Pitzalis si attirò degli odi per la sua politica e poiché
l’amministrazione della sua azienda non andava troppo bene a causa
delle inadempienze dei creditori, nel 1936 si recò in Spagna a
combattere con i falangisti del generale Franco nella guerra civile
spagnola contro i repubblicani comunisti. Lì il 13 giugno 1937, dopo
essere stato onorato con una medaglia d’argento al valor militare,
cadde in combattimento a Sierra Argallen.
Una lapide in marmo della cappella del cimitero di Tuili ne tramanda
la memoria.
Da: Appunti per un viaggio a Tuili. E. Locci
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