CHIESA SAN PIETRO APOSTOLO XIV Sec. SAGRESTIA

Il canonico Camillo Pilloni fa risalire al 1795 la costruzione dell’imponente sagrestia ad opera del rettore Felice Maria Mura.

Essa č a forma rettangolare di metri 8,50 per 6,50 e si estende sul fianco meridionale della chiesa; la luce penetra da due ampie finestre: una in alto sulla parete frontale e l’altra su un lato in basso e protetta da una robusta inferriata datata 1805.

La sagrestia č voltata a padiglione. Il pavimento fu ricoperto originariamente con grossi lastroni in pietra, come si č potuto constatare sotto le piastrelle quadrate in marmo bianco e nero che furono sovrapposte nel 1840.

Le pareti e la volta furono abbellite da pitture: le pareti presentano 17 ghirlande floreali a colori molto vistosi sulle lesene fino ai capitelli, e negli spazi tra le lesene sono raffigurati a colori o in bianco o in nero undici re di Giuda (Davide, Salomone, Roboamo, Abia, Asa, Josaph, Joram, Ozias, Joatham, Achaz, e sopra la finestra la Sapienza). Tra i capitelli e i robusti cornicioni sono dipinti, su sfondo in finto marmo rosso, ben 17 putti alati e sopra il cornicione si innalza la volta affrescata con quattro episodi della vita di San Pietro( la pesca miracolosa, la consegna delle chiavi, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, la trasfigurazione).

Tutto intorno alle pareti, negli spazi tra capitelli e cornicione, l’artista ha dipinto, alternati uno a colori e l’altro in bianco e nero, ben 14 angeli, che recano in mano gli strumenti della passione e i simboli del primato di Pietro.

Nel riquadro sopra la pregiata porta, intagliata anch’essa con motivi floreali, un cartiglio pitturato riporta la scritta “ Aloisius Barberis pinxit A.D.1840”. alle pareti pendono i ritratti di alcuni parroci che si sono succeduti negli ultimi tre secoli.   

 

Da: Appunti per un viaggio a Tuili